6 novembre 2018, Bruxelles, Belgio: Che cosa rende un democrazia sana ?

Dopo il foro, il presidente dell’EUR, Vivien Whyte, e la tesoriera, Catherine Assioma, hanno assistito ad un avvenimento organizzato dall’ International Bar Association al Parlamento europeo sul tema” Che cosa rende una democrazia sana?” 

Il Sig. Michal Boni, deputato europeo, ha aperto l’avvenimento che comprendeva dei discorsi pronunciati da parecchi altri responsabile politici europei.

Il Sig. Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea, ha richiamato la popolazione a non dimenticare le lezioni della storia. La democrazia, i diritti dell’uomo ed il primato del diritto sono là per proteggere la minoranza. Ha insistito sul fatto che l’uguaglianza davanti alla legge costituisce la base della democrazia e si è preoccupato del fatto che, in certi paesi, la definizione della democrazia è oramai differente. Gli attacchi contro le istituzioni, il potere giudiziario ed i media fanno parte di uno schema. La nostra visione della società è in gioco adesso. I diritti dell’uomo devono essere protetti.

Il Sig. Claude Moraes, deputato europeo e presidente della commissione LIBE, ha rimpianto il ” pacte faustien” che le democrazie non liberali hanno fatto col loro popolo, sacrificando la libertà per la stabilità. Ha dichiarato che non potrebbe esserci crescita economica senza democrazia liberale e ha insistito sulla necessità per i giuristi, la società civile e gli attivisti di lavorare insieme alla promozione della democrazia liberale.

Il Sig. Martin Šolc, presidente dell’ International Bar Association, ha presentato i video che la sua organizzazione ha creato per sensibilizzare il grande pubblico allé preoccupazioni in materia di stato di diritto. Questi video sono gratuitamente disponibili su: https://www.ibanet.org/rule-of-law-video-en.aspx Il presidente Šolc ha incoraggiato i partecipanti a condividerli liberamente. Non sono sottoposti al diritto di autore.

L’oratore successivo, Sig. Philip Bittner, capo del servizio giuridico della rappresentanza permanente dell’Austria presso l’unione europea, ha insistito sulla necessità di una stampa libera e sulla responsabilità degli Stati membri di assicurare la protezione dei giornalisti.

Il Consiglio d’Europa era rappresentato dal Sig. Matjaz Gruden, Direttore della partecipazione democratica, che si è interrogato sulla mancanza di resistenza ai tentativi deliberati di soggiogare le istituzioni. Ha insistito sulla necessità di educare i cittadini affinché possano rispettare lo stato di diritto e ha suggerito che sia creato un quadro europeo di riferimento per l’intelligenza democratica, sul modello esistente per le lingue.

Il Professore Wojciech Sadurski, dell’università di Sydney ha sottolineato che la principale minaccia per la democrazia veniva dai “autoritari eletti.” Elezioni libere e equitarie esigono diritti civili e politici (libertà di riunione, di associazione, di espressione) e di separazione dei poteri. Secondo lui, non esiste la democrazia illiberale, perché non esiste la democrazia senza diritta civili e politici e senza separazione dei poteri. La separazione dei poteri è il più importante , è una garanzia perché non c’è democrazia quando il potere è nelle mani di una sola persona. Ha insistito sul fatto che lo stato di diritto è molto più importante del governo per la legge, perché i dirigenti sono sottomessi ai vincoli legali.

Emanuele Crabit, direttore alla Commissione europea, ha dichiarato che una democrazia sana deve fondarsi sul rispetto della legalità, il rispetto effettivo dei diritti fondamentali  (ivi compreso il diritto al rispetto della vita privata e la protezione dei dati) così come la trasparenza, in linea nel contesto delle campagne elettorali. Ha espresso l’augurio di rinforzare la cooperazione con la società civile. 

Gli scambi con l’uditorio hanno rivelato in particolare delle proposte che mirano a legare il sussidio di fondi dell’UE, alla promozione del rispetto dello stato di diritto.

Chiudendo la riunione, il Signor Boni ha dichiarato che dovremmo riflettere sul modo in cui dovremmo essere insieme, alla lotta contro la disinformazione e “l’ignoranza” delle persone che non sono implicate nella democrazia reale, nelle scuole e nel dibattito pubblico o i media. Ha espresso un sentimento di emergenza paragonando la situazione attuale a quella che prevaleva in Europa all’inizio degli anni trenta.