Strasburgo, 5 dicembre 2016, conferenza Cyber Giustizia Europa,

Il 5 dicembre 2016 si è tenuto nei locali del Consiglio dall’Europa a Strasburgo la prima conferenza europea sulla cybergiustizia organizzata dall’istituto francese degli alti studi giudiziari ed il laboratorio di cybergiustizia dell’università di Montreal (Quebec, Canada) in partnership con la commissione europea per l’efficacia della giustizia (CEPEJ).

Questa conferenza aveva per scopo di ” mettere in relazione e di far dialogare i membri” della comunità cybergiustizia europea per rifinire ” la conoscenza sistematica e spinta dell’impatto delle tecnologie delle informazioni sugli scopi ed il funzionamento della giustizia .” Si inserisce nel prolungamento del rapporto della CEPEJ sull’utilizzazione delle tecnologie della informazione nei tribunali, gli Studi della CEPEJ n° 24, e delle linee direttive sulla condotta del cambiamento verso la cybergiustizia (CEPEJ(2016)12).

In occasione di questa conferenza, è stato richiesto del ” gouvernement ouvert ” (open government) e particolarmente dell’apertura al pubblico delle banche dati che contengono le decisioni di giustizia. Questa soluzione comporta dei vantaggi in termini di trasparenza, ma esistono dei rischi in termini di saturazione per eccesso di notizia, di utilizzazione di algoritmi per classificare le decisioni e di protezione dei dati personali (su questo ultimo punto, è interessante notare che nei sistemi giuridici di common law, l’anonimicità è eccezionale)

I dibattiti si sono soffermati anche sull’aula di udienza virtuale e sui suoi aspetti psicologici, sociologici ed architettonici. Ma una delle domande fondamentali resta il ruolo del giudice e del cancelliere nella gestione di queste tecnologie : il giudice deve intervenire nella ” realizzazione ” dell’udienza virtuale ? Il ruolo di tecnico informatico deve ritornare al cancelliere?

Jean-Jacques Kuster e Vivien Whyte hanno rappresentato l’EUR a questa conferenza.